Rassegna stampa

Le nuove sfide dell’Energy Innovation Report 2019

Lo scorso 10 luglio si è tenuto presso il Politecnico di Milano l’anteprima dell’Energy Innovation Report. Le tematiche affrontate sono state diverse, tra cui i principali trend tecnologici che influenzano la competitività ed i modelli di business delle imprese del settore energy, gli strumenti di Open Innovation e di Design Thinking con cui le aziende attuano l’innovazione e le Digital Skills più cercate dalle imprese del settore energy. Paolo Benfenati, consigliere delegato di Seaside, è intervenuto su queste macro tematiche, condividendo l’expertise della ESCo. Qui di seguito l’intervista.

 

L’Open Innovation diventa per molte aziende un modello di business vincente tramite il quale sviluppare servizi ed offerte innovative. Proprio per questo, nel suo piano industriale 2019-2025, Italgas assegna a Seaside il ruolo di creazione di una piattaforma di progetti innovativi, coinvolgendo le start up più promettenti, e la possibilità di sviluppare opportune partnership per l’apporto di prodotti e servizi innovativi. Vista l’esperienza di collaborazione con start up più o meno avviate, quali sono le difficoltà che avete riscontrato maggiormente?

 

La formula dell’Open Innovation prevede che un’azienda possa accedere alle innovazioni disponibili sul mercato (tramite principalmente start up) integrandole con il proprio modello di business. Come già da tempo negli Stati Uniti (basti pensare al pay off di Google Innovation comes from anywhere), ormai anche in Italia l’ecosistema dell’Open Innovation sta diventando complesso. Questa complessità è data principalmente da un crescente interesse da parte delle grandi aziende verso le start up.

Si può desumere che l’Open Innovation offra diversi benefici per l’azienda, tra cui un grande stimolo verso l’innovazione aziendale su temi chiavi per il business con input esterni: prodotti, servizi e approcci innovativi. Inoltre, la formula dell’Open Innovation offre l’accesso a potenziali tecnologie su cui investire, stimola le risorse interne ad accrescere le loro competenze sia in ambito digital, sia proprio a livello manageriale. In più, in termini di Corporate Social Responsability (CSR) l’azienda ha l’opportunità di posizionarsi come un’azienda attenta allo sviluppo di idee e alla crescita di giovani talenti.

Collaborare con le start up porta notevoli vantaggi all’azienda, ma comporta qualche difficoltà iniziale. Tra le principali difficoltà che abbiamo riscontrato c’è in primo luogo l’adattamento culturale. Infatti, per riuscire ad avere una collaborazione vincente con la start up è necessario che all’interno dell’azienda si sviluppino le cosiddette soft skills (collaborazione, comunicazione, empatia e persuasione) ed è importante essere “flessibili” senza però perdere il focus sul progetto anche di fronte ai primi fallimenti. Un’altra difficoltà riscontrata è sicuramente legata alla creazione di processi e procedure di lavoro: il processo di valutazione della start up è fondamentale per l’azienda, soprattutto per la messa a disposizione di budget e risorse per la sperimentazione e, successivamente, le condizioni contrattuali.

Seaside viene percepita sul mercato come ESCo innovativa, quindi l’ambito più squisitamente digital è l’ambito in cui Seaside investe di più in termini di risorse e budget. Dunque, quali tipi di difficoltà avete riscontrato nell’implementazione di nuove soluzioni digital nella vostra offerta? Come sono state percepite nel mercato?

 

Nel suo piano industriale 2019 – 2025, Italgas ha previsto un piano di investimenti di circa 4 miliardi di euro, di cui 1 miliardo per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione. In quest’ottica, a Seaside è stato assegnato il ruolo di piattaforma responsabile della gestione dei progetti innovativi per il gruppo. Seaside si pone dunque nel mercato come una delle società Italgas più innovative, infatti una parte importante del budget viene dedicato allo sviluppo dei nostri prodotti e servizi.

Il prodotto su sui sicuramente c’è un maggiore sforzo a livello economico e di risorse interne è il nostro software di Predictive Energy Analytics che, attraverso algoritmi di Machine Learning, è in grado di elaborare i dati di consumi energetici e fornire una predizione del risparmio energetico ottenibile.

Fare del proprio core business l’innovazione digitale porta molte soddisfazioni, ma anche alcune difficoltà: ad esempio, in questo momento stiamo ultimando l’ultima versione del nostro software. Questa nuova versione vedrà una maggiore complessità nell’algoritmo di Machine Learning. Il tema che si pone di fronte ad una nuova complessità è l’implementazione del software (e dunque dell’algoritmo), all’interno dei processi aziendali. La sfida che ci poniamo è quindi da una parte quella di rendere sempre più complesso ed efficace il nostro Machine Learning, dall’altra invece quello di rendere sempre più semplificato il processo di implementazione.

Un altro aspetto complesso è sicuramente la comunicazione tra Data Scientist ed Energy Manager. Il Data Scientist è colui che ha il compito di estrarre informazioni dai dati, modellizzare problemi complessi e identificare opportunità di business. In un certo senso, anche l’Energy Manager ha come mansione quella di gestire dati, però più squisitamente energetici ed in più, in un linguaggio completamente diverso. Ciò che quindi è un po’ più complicato è la creazione di una comunicazione efficace tra questi due professionisti.

Oltre 20 anni di esperienza in ambito industriale nel settore del risparmio energetico e della produzione di energia da fonti rinnovabili: Paolo Benfenati ha iniziato la propria carriera focalizzandosi sulla reingegnerizzazione dei processi gestionali aziendali ed implementando diversi sistemi ERP tra cui SAP. Successivamente ha ricoperto ruoli di Manager nell’ambito delle Operations e del Supply Chain Management. Nel 2006 fonda Sinergia Sistemi con il ruolo di Amministratore Delegato e di Direttore Generale fino al 2011.
È stato relatore i numerosi convegni sul risparmio energetico ed ha partecipato attivamente al board del primo Energy Efficency Report dell’Energy Strategy Group del Politecnico di Milano, tra cui anche quello dello scorso 10 luglio. 
Oggi è consigliere delegato di Seaside.

Paolo condivide la sua esperienza nelle lezioni frontali e nei webinar di DEAcademy.