Innovare l’innovazione si può

Recentemente mi è tornato in mente quando anni fa mi sono occupata di trasferimento tecnologico tra il mondo scientifico e il mondo imprenditoriale. Da questo argomento facemmo nascere una piccola fiera bolognese che ancora esiste “R2B”: Reserch to Business. L’idea del nome mi venne sul concetto di allungamento a monte della catena del valore: prima del B2B: “Business to Business”, ci vuole la ricerca. Un concetto semplice ma spesso trascurato.

In quel periodo mi confrontai più volte con Piero Formica, Professore, esperto di innovazione, con delle idee spesso originali sull’argomento. Tra i suoi cavalli di battaglia c’era che bisognava eliminare la separazione tra ricercatori ed imprenditori ma cercare dei «multilinguisti», persone capaci di tradurre il pensiero scientifico in capacità imprenditoriali. Per Formica, questi «imprenditori scientifici» sono il motore della crescita dell’impresa basata sulla conoscenza.

Sono passati alcuni anni da allora e nel frattempo è nata e cresciuta Seaside, io non faccio più il manager ma, insieme a miei amici, l’imprenditrice. Due anni fa la nostra spinta alla ricerca e alla innovazione ci ha fatto iniziare a studiare algoritmi matematici e a sviluppare innovativi strumenti di Business Intelligence applicati al settore energetico, e ci siamo trovati a scegliere se avere il cuore della ricerca all’interno facendo sacrifici in proprio o delegando all’esterno ed abbiamo scelto la prima. In questo modo cerchiamo di accorciare le distanze tra quello che studiamo e la velocità con la quale lanciamo i prodotti per soddisfare i bisogni dei nostri clienti.

Ora capisco cosa mi suggeriva all’epoca il caro Prof Formica: Innovare l’innovazione con modelli organizzativi nuovi si può

articolo di Patrizia Malferrari, presidente di Seaside