Quali sono le principali fonti di energia rinnovabili e il loro utilizzo nel nostro Paese: ecco come alimentiamo la transizione energetica

Argomenti in primo piano:

  1. LE FONTI DI ENERGIA RINNOVABILI
  2. FOTOVOLTAICO E SOLARE
  3. EOLICO
  4. IDROELETTRICO
  5. GEOTERMICO
  6. BIOENERGIE
  7. ENERGIE RINNOVABILI IN ITALIA: LA SITUAZIONE

Una fonte di energia che si rigenera più velocemente di quanto viene consumata. Le energie rinnovabili sono questo e, contemporaneamente, molto di più. 

Anzitutto sono, per definizione, inesauribili, al contrario delle fonti fossili che sono invece soggette a consumo e che, in molti casi, sono già quasi completamente esaurite. Seconda importante caratteristica, la loro distribuzione: le fonti di energia rinnovabili sono presenti pressoché ovunque anche se con potenzialità di utilizzo differenti. La terza caratteristica è quella più importante: non inquinano durante il loro ciclo di produzione e di trasporto e, soprattutto, sono in grado di abbattere le emissioni di CO2. 

Questo è l’identikit più generico, ma quali sono le principali fonti di energia rinnovabili? Per rispondere a questa domanda possiamo rifarci alla suddivisione impiegata dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici) che all’interno di due settori principali, elettrico e termico, elenca le  principali, dal solare all’idroelettrico fino alle biomasse. 

LE FONTI DI ENERGIA RINNOVABILI

FOTOVOLTAICO E SOLARE

Quella proveniente dal sole è la principale fonte di energia rinnovabile nel mondo, su cui si concentrano i maggiori investimenti e le maggiori attenzioni. Il motivo è facile da intuirsi: è illimitata, pulita e diffusa ovunque. L’energia fotovoltaica viene ottenuta attraverso pannelli fotovoltaici e inverter che convertono le radiazioni solari in elettricità. I pannelli possono essere concentrati in grandi impianti di produzione, veri e propri parchi fotovoltaici, oppure possono essere diffusi sui tetti e sulle coperture degli edifici per una produzione e consumo del singolo prosumer, termine che individua il produttore e consumatore di energia. Più impianti, inoltre, possono unirsi in una comunità energetica per ottimizzare l’autoconsumo che diventa così collettivo. Esiste poi anche un utilizzo di energia solare termica effettuata attraverso i collettori solari termici, che permettono di convertire le radiazioni solari in energia termica. Questa soluzione può essere utilizzata principalmente in ambito domestico per l’acqua calda sanitaria, ma anche per i sistemi di riscaldamento e raffrescamento. Accanto a queste due forme principali, c’è poi il solare a concentrazione, che consente di indirizzare i raggi in un unico punto per ottenere vapore e attivare dei generatori di corrente, e il solare architettonico, che guarda all’ottimizzazione del calore solare nella progettazione dell’edificio. 

EOLICO

In questo caso gli impianti sono basati su dispositivi come le pale eoliche che possono convertire l’energia del vento in energia elettrica. Esistono grandi installazioni sia su terraferma che off-shore, queste ultime con il vantaggio di sfruttare venti che in mare aperto spirano di più. Anzi, proprio sugli impianti off-shore si concentrano i grandi progetti che prevedono pale con ancoraggi sempre più profondi e vere e proprie centrali galleggianti. All’estremo opposto viene registrata una presenza, anche se minoritaria, di mini-eolico destinato a singoli edifici. 

IDROELETTRICO

È stata probabilmente la prima fonte di energia rinnovabile ad essere sfruttata, basti pensare ai mulini che da millenni costellano i corsi d’acqua. Il principio di funzionamento è lo stesso e si basa sulla produzione di energia elettrica attraverso turbine e alternatori attivati dall’acqua, incanalata anche attraverso specifiche opere idrauliche come le condutture, che permettono di raggiungere una maggiore pressione. Gli stessi principi sono applicati per sfruttare anche l’energia delle maree che con il loro movimento, facilmente prevedibile, attivano apposite turbine.

GEOTERMICO

Ancora poco sfruttata, si basa sul calore sprigionato naturalmente dalla Terra con regolarità, che aumenta scendendo in profondità. La geotermia viene impiegata in alcuni grandi impianti per la produzione di energia elettrica, soprattutto all’estero, anche se con difficoltà in quanto necessita di importanti opere ingegneristiche. A livello domestico lo stesso principio viene sfruttato per l’energia termica, attraverso il funzionamento delle pompe di calore. Soprattutto nei Paesi del Nord il riscaldamento domestico si basa su questa tecnologia, grazie alla presenza di sonde che scendono nel terreno per decine di metri

BIOENERGIE

Questo ampio termine comprende differenti tecnologie che utilizzano biomasse solide, frazioni biodegradabili dei rifiuti, biogas e bioliquidi. Si basa sull’impiego di massa organica come legno, piante, ma anche rifiuti, trasformata per essere poi utilizzata direttamente come calore termico oppure carburante o elettricità. In alcuni casi, necessitando di essere reintegrata, può essere considerata rinnovabile, ma non illimitata. 

ENERGIE RINNOVABILI IN ITALIA: LA SITUAZIONE

Secondo il rapporto statistico pubblicato dal GSE nel 2021 , riferito ai dati del 2019, per quanto riguarda il settore elettrico la potenza efficiente lorda complessiva degli impianti da rinnovabili è pari a 55,5 GW con un incremento di 1,19 GW (+2,2%) rispetto all’anno prima. La produzione lorda di energia elettrica, pari a 115,8 TWh, rappresenta il 39,4% della produzione nazionale. La fonte che garantisce il maggior contributo è quella idroelettrica (40%); seguono solare (20,4%), eolica (17,4%), bioenergie (16,9%) e geotermica (5,2%). 

Nel settore del riscaldamento, invece, proviene da rinnovabili il 19,7% dei consumi. La principale fonte rinnovabile nel settore termico è la biomassa solida (poco meno di 7 Mtep), utilizzata soprattutto nel settore domestico in forma di legna da ardere o pellet.  In crescita anche le pompe di calore attraverso cui viene catturato e ceduto ad ambienti climatizzati calore-ambiente, rinnovabile, per poco meno di 2,5 Mtep. Un valore destinato a crescere nelle statistiche dei prossimi anni anche grazie all’impulso del Superbonus che ha identificato questi dispositivi abbinati alle caldaie a condensazione come importante strumento per il salto di classe energetica.

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