Certificati bianchi

Cosa sono i Certificati Bianchi


Il principale strumento di sostegno pubblico alla diffusione dell’efficienza energetica nel nostro Paese è quello dei Titoli di efficienza energetica (Tee), noti anche come Certificati Bianchi.

Sostanzialmente si tratta di titoli negoziabili che certificano il conseguimento di risparmi energetici negli usi finali di energia: un certificato equivale al mancato consumo di una tonnellata equivalente di petrolio (TEP).

Una formula che interessa da vicino il mondo delle imprese: il caso classico è quello di un’azienda si rivolge a una Società di Servizi Energetici come Seaside per realizzare dei progetti di efficientamento al proprio interno. Una volta completati, questi progetti vengono presentati all’ente preposto, il GSE, la società statale dedicata alla promozione dello sviluppo sostenibile, anche in materia di efficienza energetica. Una volta verificati i requisiti, il Gestore dei servizi energetici rilascia i Tee a cui si ha diritto.

Questi ultimi non sono dei semplici attestati, ma dei certificati con un valore economico, più o meno variabile nel tempo, perché in Italia esistono degli obblighi di efficientamento in capo ai grandi distributori di energia e gas, che possono essere assolti anche attraverso l’acquisto di Certificati Bianchi legati a progetti realizzati da soggetti terzi.

Dunque, l’azienda che ha messo in campo l’intervento di efficientamento non soltanto gode della diminuzione dei consumi, ma riceve anche un contributo economico correlato al valore dei Certificati Bianchi. Una formula che si è rivelata di grande impatto: secondo il Rapporto efficienza energetica 2016 dell’ENEA, infatti, nel decennio 2005-2015 lo schema dei TEE ha prodotto ben 4,75 Mtep di risparmi, dimostrandosi come il meccanismo di gran lunga più efficace in materia di sostegno all’efficienza energetica.

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