Il principale strumento di sostegno pubblico alla diffusione dell’efficienza energetica nel nostro Paese è l’erogazione di incentivi

L’adozione di soluzioni o strategie per efficientare il consumo di energia è diventato un aspetto molto importante a livello nazionale ed internazionale, sia per la riduzione dell’impatto ambientale dei settori più inquinanti, sia per abbassare i costi e aumentare la leva competitiva sul mercato. 
Ad oggi sono diversi gli incentivi che possono avvantaggiare le realtà dei settori industriali e terziario, tra i principali:

  • Titoli di efficienza energetica
  • Conto Termico
  • Piano nazionale Transizione 4.0 (Credito di Imposta 2021)

TITOLI DI EFFICIENZA ENERGETICA

I TEE sono titoli negoziabili che certificano il conseguimento di risparmi energetici negli usi finali di energia: un certificato equivale al mancato consumo di una tonnellata equivalente di petrolio (TEP).

Una formula che interessa da vicino il mondo delle imprese: il caso classico è quello di un’azienda che si rivolge a una Società di Servizi Energetici come Seaside per realizzare dei progetti di efficientamento al proprio interno. Una volta completati, questi progetti vengono presentati all’ente preposto, il GSE, la società statale dedicata alla promozione dello sviluppo sostenibile, anche in materia di efficienza energetica. Una volta verificati i requisiti, il Gestore dei servizi energetici rilascia i Tee a cui si ha diritto.

Questi ultimi non sono dei semplici attestati, ma dei certificati con un valore economico, più o meno variabile nel tempo, perché in Italia esistono degli obblighi di efficientamento in capo ai grandi distributori di energia e gas, che possono essere assolti anche attraverso l’acquisto di Certificati Bianchi legati a progetti realizzati da soggetti terzi.

Dunque, l’azienda che ha messo in campo l’intervento di efficientamento non soltanto gode della diminuzione dei consumi, ma riceve anche un contributo economico correlato al valore dei Certificati Bianchi. Una formula che si è rivelata di grande impatto: secondo il Rapporto annuale Certificati Bianchi 2020 del GSE, infatti, dal 2006 al 2020 lo schema dei TEE ha prodotto ben 28,5 Mtep di risparmi, dimostrandosi come il meccanismo di più efficace in materia di sostegno all’efficienza energetica.

CONTO TERMICO

Il nuovo Conto Termico (o Conto Termico 2.0) è un meccanismo di incentivazione al quale possono accedere soggetti pubblici, privati ed imprese. Si tratta di un contributo statale interamente gestito dal GSE e regolamentato dal Decreto Interministeriale del 16 febbraio 2016.

Gli interventi che possono accedere al Conto Termico si dividono in due categorie:

  • Categoria 1, interventi di incremento dell’efficienza energetica. Tali interventi sono dedicati esclusivamente alla Pubblica Amministrazione.
  • Categoria 2, interventi per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e sistemi ad alta efficienza. A tali interventi possono accedere tutti i soggetti.

Nel dettaglio, tra gli interventi di Categoria 1 vi sono l’isolamento termico delle superfici, la sostituzione degli infissi, la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione, sostituzione dei sistemi di illuminazione e l’implementazione di sistemi di building automation. Mentre gli interventi di Categoria 2 riguardano la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale e scaldacqua elettrici con pompe di calore, caldaie alimentate a biomassa o impianti ibridi a pompa di calore con caldaia a condensazione e installazione di impianto solare termico.

L’ammontare dell’incentivo riconosciuto dal GSE varia dal 40 al 60% delle spese sostenute e viene erogato in rate annuali suddivise in 2 o 5 anni a seconda della tipologia di intervento.

PIANO NAZIONALE TRANSIZIONE 4.0

Il Piano Nazionale Transizione 4.0 prevede l’incentivazione degli investimenti privati in impianti e macchinari ad alto contenuto tecnologico e rappresenta una delle direttrici principali del piano nazionale denominato INDUSTRIA 4.0.

Si tratta di un’agevolazione fiscale che consiste nel ridurre le imposte dovute allo Stato, previo l’investimento in beni innovativi.

Il Credito d’Imposta 2021 è stato potenziato rispetto al 2020 e prevede un contenuto aggiornato con la Legge di Bilancio 2021 in Gazzetta Ufficiale n.178 del 30/12/2020.

Possono goderne tutte le imprese italiane con sede fiscale in Italia, di tutte le tipologie e di tutti i settori economici. I beni acquistati devono essere operativi all’interno del territorio nazionale.

Nuova durata delle misure

I nuovi crediti d’imposta sono previsti per 2 anni;

La decorrenza della misura è anticipata al 16 novembre 2020;

È confermata la possibilità, per i contratti di acquisto dei beni strumentali definiti entro il 31/12/2022, di beneficiare del credito con il solo versamento di un acconto pari ad almeno il 20% dell’importo e consegna dei beni nei 6 mesi successivi (quindi, entro giugno 2023).

Anticipazione e riduzione della compensazione con maggiore vantaggio fiscale nell’anno

Per gli investimenti in beni strumentali “ex super” e in beni immateriali non 4.0 effettuati nel 2021 da soggetti con ricavi o compensi minori di 5 milioni di euro, il credito d’imposta è fruibile in un anno;

È ammessa la compensazione immediata (dall’anno in corso) del credito relativo agli investimenti in beni strumentali;

Per tutti i crediti d’imposta sui beni strumentali materiali, la fruizione dei crediti è ridotta a 3 anni in luogo dei 5 anni previsti a legislazione vigente.

Maggiorazione dei tetti e delle aliquote (Beni materiali e immateriali)

Incremento dal 6% al 10% per tutti del credito beni strumentali materiali (ex super) per il solo anno 2021;

Incremento dal 6% al 15% per investimenti effettuati nel 2021 per implementazione del lavoro agile;

Estensione del credito ai beni immateriali non 4.0 con il 10% per investimenti effettuati nel 2021 e al 6% per investimenti effettuati nel 2022.

Maggiorazione dei tetti e delle aliquote (Beni materiali 4.0)

Per spese inferiori a 2,5 milioni di Euro: nuova aliquota al 50% nel 2021 e 40% nel 2022;

Per spese superiori a 2,5 milioni di Euro e fino a 10 mln: nuova aliquota al 30% nel 2021 e 20% nel 2022;

Per spese superiori a 10 milioni di Euro e fino a 20 milioni è stato introdotto un nuovo tetto: aliquota al 10% nel 2021 e nel 2022.

Maggiorazione dei tetti e delle aliquote (Beni immateriali 4.0)

Incremento dal 15% al 20%;

Massimale da 700 mila Euro a 1 milione di Euro.

Ricerca & Sviluppo, Innovazione, Design e Green

R&S: incremento dal 12% al 20% e massimale da 3 milioni a 4 milioni di Euro;

Innovazione tecnologica: incremento dal 6% al 10% e massimale da 1,5 milioni a 2 milioni;

Innovazione green e digitale: incremento dal 10% al 15% e massimale da 1,5 milioni a 2 milioni;

Design e ideazione estetica: incremento dal 6% al 10% e massimale da 1,5 milioni a 2 milioni.

Credito Formazione 4.0

Estensione del credito d’imposta alle spese sostenute per la formazione dei dipendenti e degli imprenditori;

È riconosciuto nell'ambito del biennio interessato dalle nuove misure (2021 e 2022).
 

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